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Come si beve il rum

Come degustare il rum

Il Rum, distillato alcolico derivato dalla canna da zucchero, si presta per essere consumato e gustato da solo o come base di numerosi cocktail. Per gli amanti del Rum la sua degustazione passa attraverso un’attenta selezione di passaggi. Innanzitutto bisogna utilizzare il giusto bicchiere che può essere di cristallo o di vetro cristallo in modo da esaltare il più possibile il sapore. Questo bicchiere deve essere della giusta dimensione, per poter contenere il quantitativo corretto di liquore.

É importante, poi, scaldare leggermente tra le mani il bicchiere in modo da non scontrarsi con la temperatura del distillato che verrà inserito al suo interno. A questo punto si può decidere se degustare il rum con un paio di cubetti di ghiaccio oppure liscio in base al proprio gusto. Per abituare la lingua al sapore intenso del rum si potrà bere inizialmente un piccolo sorso e solo dopo gustarselo in modo completo e totale. Se si vuole mantenere il distillato più fresco è importante non scaldare troppo il bicchiere o utilizzarne uno con lo stelo lungo per meglio preservarne il sapore e l’odore. Perfetti sono i bicchieri snifter, in vetro sottile e con stelo e corpo panciuti.

Come si riconosce un buon rum

Il Rum quando è di qualità e quindi buono lo si riconosce al volo, ma ci sono comunque degli elementi per capire se un distillato è di ottima fattura oppure no. Infatti chi è esperto di degustazione di rum sa che l’esperienza che si vive quando si assapora questo liquore coinvolge diversi sensi. Innanzitutto bisogna utilizzare la vista per carpire la viscosità del rum.

Le goccioline che rimangono sulle pareti del bicchiere, anche chiamate lacrime, indicano la viscosità del liquore. Infatti, più sono dense e più scivolano lentamente sul bicchiere, più il rum sarà invecchiato e quindi di qualità. Un altro fattore da tenere in considerazione è il colore che viene dato dall’invecchiamento all’interno delle botti, ma spesso non è significativo poiché molti produttori aggiungono caramello per dare un colore più ambrato al liquore. Come secondo senso si utilizza l’olfatto che permette di capire in quali e quante botti sia stato distillato il rum e con quali qualità di canna da zucchero sia stato prodotto. Infatti, nella maggior parte dei casi,  la distillazione avviene in una sola botte, il più delle volte di quercia americana, questa, dona al liquore un sentore di vaniglia come succede per il bourbon e il whisky.

Alcune volte gli ultimi 7-8 mesi il distillato viene passato in una seconda botte per regalargli complessità e note di odore e sapore più pregiate. Si può arrivare ad utilizzare fino a 5 tipi di botti per i rum più pregiati e più elaborati che hanno al loro interno note e odori davvero complicate e raffinate. Infine si utilizza il gusto quando il liquore viene assaggiato. L’intensità che si percepisce attraverso la lingua cambia da persona a persona perché ognuno di noi sente i sapori in modo diverso. La parte frontale della lingua catturerà i sapori dolci del rum, mentre quella centrale carpirà quelli più amarognoli e questo contrasto consentirà di sentire un gusto rotondo e ben equilibrato in bocca.

Con cosa degustare il rum

Oltre all’inflazionato succo di pera, il rum si sposa bene con il cioccolato fondente, a patto che sia il rum che cioccolato siano di buona qualità. Infatti il contrasto che rum e cioccolato fondente lasciano nella bocca fanno in modo che entrambi i sapori siano esaltati e maggiormente percepiti dalla lingua.

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