Come si fa il rum

Il Rum nasce dalla coltivazione della canna da zucchero. Una volta che questa pianta cresce viene tagliata e spremuta in un mulino fino ad ottenere un succo denso e dolciastro. A questo punto per ottenere il Rum si può procedere in diversi modi che danno vita a Rum più o meno sofisticati. Una tecnica diffusa soprattutto nelle Antille francesi consiste nel far fermentare direttamente il succo ottenuto per produrre il Rum. Questo approccio consente di preservare le caratteristiche del prodotto e del sapore della canna da zucchero ma ha delle limitazioni nella produzione in quanto può essere distillato soltanto per un periodo limitato di tempo.

Un altro metodo utilizzato soprattutto in passato si basa sulla trasformazione del succo ottenuto per spremitura in sciroppo. Infatti il succo viene cotto ad alte temperature e quindi concentrato in una soluzione più densa che poi viene fatta fermentare. In questo modo è possibile fare Rum tutto l’anno e non solo durante il periodo di raccolta rendendo la produzione più proficua e fruttuosa. Infine, l’industrializzazione moderna, ha portato la produzione del Rum ad essere più automatizzata e a partire da una base di melassa. La melassa si ottiene a partire dalla canna da zucchero dalla quale, una volta centrifugata, si ottiene un succo che viene fatto scaldare fino ad ottenere la separazione dai cristalli di zucchero. Questo composto scuro e dolciastro che si ottiene è la melassa ed è un potente dolcificante naturale utilizzato spesso in pasticceria sia a livello industriale che casalingo.

Che differenza c’è tra un rum e l’altro?

Ciò che davvero differenzia un Rum da un’altro, anche se prodotto utilizzando la stessa tecnica di lavorazione sono la distillazione e la fermentazione. Queste, infatti, differiscono da distillerie diverse ed insieme alla modalità di coltura della canna da zucchero caratterizzano il sapore finale del Rum. La fermentazione può avere una durata che varia tra le poche ore fino ad arrivare alle due settimane.

Può essere effettuata in modo naturale utilizzando i lieviti presenti spontaneamente nell’ambiente oppure aggiunti in laboratorio dai produttori. Infatti in determinate condizioni climatiche ed ambientali è necessario aggiungere lieviti in laboratorio per attivare la fermentazione del Rum che altrimenti non avrebbe luogo. Anche la distillazione cambia a seconda della distilleria e ci sono diverse tecniche che possono essere utilizzate. Il principio cardine è quello di scaldare il prodotto in un recipiente chiuso ermeticamente fino ad almeno 80° per permettere all’alcool di evaporare. In questo modo è possibile creare il liquore base dai vapori alcolici che vengono nuovamente condensati. La distillazione, comunque, è un procedimento molto vario e complesso e piccoli cambiamenti effettuati dalle distillerie consentono al Rum di avere note di sapore differenti e donano la pregiatezza di questo prodotto.

Invecchiamento del rum

A questo punto si è ottenuto un Rum con una percentuale alcolica che varia tra il 75% e il 97%. Molti produttori, soprattutto della zona caraibica, preferiscono imbottigliare il Rum così per distribuirlo per la vendita. Altri, invece, optano per farlo invecchiare in botti di legno che, ancora una volta, cambiano il gusto e il sapore del liquore. In definitiva sebbene la produzione di Rum sia fatta da pochi passaggi, i cambiamenti effettuati dalle distillerie rendono questo prodotto uno dei liquori con la maggior varietà di risultati ottenibili e quindi maggiormente assortito.