Rum Caroni

La storia del rum Caroni è una di quelle che hanno alimentato il mito del rum, da sempre associato a terre lontane e luoghi e contesti avventurosi. Il rum Caroni in realtà e nato due volte: la prima quando a Trinidad e Tobago venne fondata la distilleria nel 1918; la seconda quando nel 2004 Luca Gargano (uno dei massimi esperti di rum al mondo) in una delle sue scorribande sull’isola, scoprì un vero e proprio tesoro di barili di rum Caroni, abbandonati dopo la chiusura delle fabbrica da parte del governo.

Potete immaginare la sua sorpresa nello scoprire all’interno di uno stabilimento abbandonato e ricoperto di rifiuti ed erbacce un grosso quantitativo di barili di rum, risalenti anche al 1974, perfettamente conservati con all’interno del rum invecchiato per 30 anni in un’isola caraibica. Da questa rinascita e dalla ridotta e non replicabile quantità del rum Caroni è nata la Caroni – mania, che ha portato i collezionisti e gli amanti di rum in genere a contendersi a cifre molto elevate questi rum di grande qualità.

Rum Caroni: la storia

Le origini del rum Caroni risalgono come detto al 1918, nella regione posta a nord-ovest dell’isola di Tunapuna-Piarco. A quel tempo la distilleria faceva parte delle dieci distillerie attive, via via ridottesi nel tempo alla sola distilleria Angostura, a causa della irreversibile crisi del mercato dello zucchero di canna. La grandissima tenuta di ben 312 km², attraversata dal fiume Caroni, era in grado di produrre zucchero di canna e la melassa per rendere la distilleria autosufficiente.

Negli anni la distilleria di ruhm Caroni ebbe diverse passaggi societari, diventando per un periodo di proprietà esclusiva della società inglese Tate & Lyles (al tempo Trinidad era ancora una colonia inglese) ed ampliandosi con gli acquisti di altre distillerie dell’isola. Attorno al 1960 il rum più conosciuto prodotto da Caroni era il Caroni Navy Rum Extra Strong. Nel 1962 dopo la concessione dell’indipendenza da parte della Gran Bretagna a Trinidad e Tobago, le condizioni cambiarono repentinamente. 

Pochi anni dopo infatti, l’adesione della Gran Bretagna alla CEE rese la produzione di zucchero, a causa dei limiti posti dall’Europa riguardo a quantità e prezzo, sempre meno conveniente. Nel 1975 Tate & Lyles cedette la società allo stato indipendente di Trinidad e presto la distilleria Caroni iniziò a trovarsi in difficoltà economica, perché la produzione di zucchero era sempre meno esportabile e si era anche ridotta l’esportazione di rum, che per la maggior parte serviva per creare la razione giornaliera di rum per i marinai della Royal Navy.

Il 31 luglio 1970 data dell’ultima emissione di Rum della Royal Navy dopo 315 anni di storia, passata alla storia come “Black Tot Day”, diventò anche la data che decretò la fine della maggior parte dell’esportazione di rum Caroni. Negli anni 80’ la gestione statale della Caroni provò a differenziare le coltivazioni introducendo anche riso e agrumi senza risultati apprezzabili visto il continuo deprezzamento dello zucchero. Il deficit dell’azienda continuò via via ad aumentare, portando lo stato a chiudere la distilleria nel Luglio 2003, cosa che comportò anche la chiusura della più grande coltivazione di canna da zucchero dell’isola.

Rum Caroni: la seconda giovinezza

Successivamente alla chiusura, la Caroni venne acquistata dalla distilleria Angostura, ormai l’ultima presente sull’isola, scarsamente interessata alla produzione che negli anni si era accumulata nei magazzini. Pochi mesi dopo la chiusura dello stabilimento, il 9 dicembre 2004, avvenne l’episodio che portò il rum Caroni a rinascere ed ad assumere la rilevanza mondiale che mai aveva conosciuto prima: si tratta della visita di uno dei più grandi esperti e studiosi del rum, nonché CEO di una società italiana di distribuzione di alcolici e superalcolici, parliamo dell’italiano Luca Gargano.

La Caroni, all’epoca era conosciuta in Europa solo per il rum Navy, ma Gargano in visita a Trinidad volle visitare lo stabilimento, trovandosi di fronte a due sorprese: la prima era che lo stabilimento era chiuso e abbandonato, la seconda era che al suo interno si trovavano ancora centinaia di barili, risalenti anche al 1974 perfettamente conservati. Iniziò una trattativa che lo portò ad acquistare gran parte dei barili, per la maggior parte composti di singole annate, non blended e “heavy” cioè ricchi di esteri.

Al contrario di John Barrett della Bristol Spirits che li importò in Inghilterra, decise di lasciare i barili parte a Trinidad e parte in Guyana, presso Demerara, per conservarne l’invecchiamento tropicale. Ma la scelta più coraggiosa che contribuì a creare il mito della Caroni presso gli amanti del rum di tutto il mondo, fu di quella di imbottigliare senza diluire il rum. Si tratta di rum Overproof di 77%, 75% e 62% che malgrado lo scetticismo iniziale vennero unanimemente riconosciuti tra i migliori rum al mondo e che visto l’esiguità delle scorte, salvo poche eccezioni hanno raggiunto quotazioni da capogiro e difficile reperibilità.

Gli imbottigliamenti di Luca Gargano vennero completati dalle inedite copertine che ritraevano l’antico stabilimento in rovina e successivamente anche le foto di alcuni dei 9.000 lavoratori che vennero licenziati a seguito della chiusura dello stabilimento, custodi di una lunga storia di rum.

Tra le molte annate imbottigliate dalla Velier di Luca Gargano, secondo il giudizio degli esperti spiccano le annate   ’92, ’94 e ’96, immagazzinate dal 2008 presso la Demerara Distillers in Guyana. Non è ancora chiaro se gli anni di invecchiamento in una delle distillerie più famose al mondo abbiano dotato queste annate di caratteristiche particolari, fatto sta che godono di un unanime giudizio positivo da parte degli intenditori di rum.

Prezzi rum Caroni

Come detto, parlare di prezzo per il rum Caroni è un argomento molto difficile da affrontare, in quanto affianco alla Velier e alla Bristol Spirits si sono affiancati altri imbottigliatori, che si sono aggiudicati piccoli lotti prima e dopo la chiusura della distilleria. La vera differenza tra Velier e gli altri Caroni che si possono trovare sul mercato, è che i primi sono imbottigliamenti di rum “heavy” con invecchiamento esclusivamente a Trinidad o in Guyana, mentre negli altri casi ci troviamo di fronte a rum blended con invecchiamento parziale ai caraibi.

Questo pone questi ultimi rum ad un livello inferiore, sia in termini di prezzo che in termini di coerenza con l’area di produzione. Le bottiglie di rum Caroni comunque hanno tutte in comune il fatto di essere irripetibili, quindi sono contraddistinte da prezzi comunque alti e in qualche caso fuori della portata dei comuni amanti del rum. Esistono vari shop web dove acquistare il rum Caroni al miglior prezzo, ma noi ti consigliamo di farlo su Amazon. Spedizione rapida, garantita e soprattutto non rischierai mai di perdere il tuo denaro. I pagamenti sono sempre assicurati e se ti registri ad Amazon Prime, potrai ricevere direttamente a casa tua il Rum al miglior prezzo del web senza inutili costi di spedizione.