Rum industriale o commerciale

Il rum industriale o commerciale viene spesso proposto in contrapposizione con il rum agricolo. Solitamente si sottolinea come la differenza tra rum agricolo e industriale è data dalla differente materia prima per distillare l’acquavite che originerà il rum. Per il rum agricolo è il succo di canna da zucchero mentre per quello industriale è la melassa di canna da zucchero.  Ma è davvero questa la sola differenza tra rum industriale e uno agricolo? In realtà le cose non stanno proprio così, perché al di là di questa chiara differenza tra queste due grandi famiglie di rum, dobbiamo valutare il metodo di distillazione, che contribuisce fortemente all’aspetto olfattivo e al sapore del rum.

Infatti, oltre alla materia prima, possiamo distinguere tra i rum ottenuti con distillazione continua con impianti multi-colonna – utilizzati per la produzione industriale dei rum – e quelli con distillazione discontinua con impianti a caldaia Pot still o a colonna creola, che sono invece utilizzati per la produzione di rum artigianale o agricolo. La differenza tra un rum industriale e un rum agricolo o tradizionale deriva anche dal grado alcolico che scaturirà delle due tipologie di distillazione, che sarà da alta gradazione (attorno ai 96°) nel caso di impianti multi-colonna e a basse gradazioni (attorno 75°) nel caso di distillazione con impianti tradizionali. Nel caso del rum industriale l’acquavite all’uscita dell’alambicco sarà quindi quasi alcool puro, con un sapore neutro perché povero di congeneri (frazione aromatica), cioè delle sostanze che passano a più basse temperature e che rendono i rum agricoli e artigianali più ricchi di profumi e sapori. Per questo nel caso di rum industriali si parlerà di “rum light” cioè più morbidi, mentre nel caso di rum tradizionali di “rum heavy” cioè più ricchi dal punto di vista olfattivo e al palato.

Naturalmente il mondo dei rum è talmente vasto che esistono infinite sottocategorie al di fuori di questa schematizzazione, visto che ci sono in commercio rum nati dalla combinazione di queste materie prime o di questi metodi di distillazione. Non ci addentriamo poi in altre fasi decisive per la creazione di un rum come la fermentazione e l’invecchiamento per non complicare ulteriormente queste distinzioni. La dimostrazione di quanto queste schematizzazioni appartengano più al mercato che alla realtà dei metodi di produzione del rum può esserci fornita dal rum Zacapa: è un rum industriale o agricolo?

La materia prima è il succo di canna da zucchero e quindi potrebbe essere definito un rum agricolo, ma il metodo di distillazione che contempla anche una parte di distillazione con impianti multi-colonna tipici della produzione industriale lo porrebbe fuori dall’ambito dei prodotti artigianali. Quindi si tratta di un ottimo rum con caratteristiche in comune sia con i rum agricoli che con quelli industriali, ma  possiamo anche sicuramente affermare che non fa parte dei rum agricoli prodotti secondo il disciplinare del rhum agricole AOC tipici della Martinica. 

Migliori rum commerciali

I migliori rum commerciali, soprattutto quelli di scuola spagnola, sono tra i più apprezzati e venduti nel mondo. Questo a dimostrazione del fatto che pur partendo da un’acquavite meno ricca di quella ottenuta artigianalmente si possono comunque ottenere degli ottimi rum. Il merito di aver conciliato la produzione industriale con la bontà del rum spetta a Bacardi, il vero inventore dei rum commerciali, cioè il primo che ha saputo coniugare la grande produzione con metodologie capaci di esaltare una materia prima meno ricca.

Bacardi è uno dei creatori della scuola spagnola del rum, uno degli imprenditori partiti dalla Spagna a metà dell’800 verso i Caraibi per creare del rum con nuove metodologie di produzione, affini a quelle usate in patria come il metodo Solera. Il suo obbiettivo dichiarato era proprio quello di creare i migliori rum commerciali, che non avessero niente in comune con quelli agricoli o tradizionali dei Caraibi francesi o inglesi. Il risultato dopo anni di ricerche fu raggiunto lanciando un rum leggero, invecchiato ma trasparente, il celeberrimo Bacarti carta Blanca, che malgrado piccole modifiche continua ad essere prodotto ininterrottamente da più di 150 anni fa.

Fu suo il merito anche di trasformare il rum da distillato destinato a marinai a prodotto ricercato per le classi abbienti, che lo iniziarono ad utilizzare nei cocktail lanciati a cavallo del ‘900 come il Mojito e il Daiquiri. Una vera e propria rivoluzione nel mondo del rum, che ha imposto il rum di Cuba come il miglior rum commerciale, grazie anche ad altri  brand famosissimi come Havana Club e ad altri meno noti come il Ron Santiago de Cuba.  Il successo iniziale di Bacardi, soprattutto negli Stati Uniti ha portato allo sviluppo dei  migliori rum commerciali di scuola spagnola, che vengono prodotti prevalentemente in paesi come Venezuela, Colombia, Guatemala. 

ELENCO DEI MIGLIORI RUM COMMERCIALI

Rum Diplomatico (Venezuela)

Rum Zacapa (Guatemala)

Rum Barcelo’ (Repubblica Dominicana)

Rum Matusalem (Cuba – Repubblica Dominicana)

Havana Club (Cuba)

Bacardi (Cuba – Portorico)

Rum Santa Teresa (Venezuela)

Il rum più buono: industriale o agricolo?

Si potrebbe semplicemente rispondere il rum più buono è quello che ci piace di più. E in effetti è proprio così, al limite potremmo dire che il rum più buono per un normale consumatore è il rum industriale cioè uno Zacapa, un Diplomatico, un Matusalem, piuttosto che un Havana Club, mentre gli intenditori tendono a bere rhum più complessi come il rum giamaicano Hampden o il rhum agricole francese J. Bally. La definizione di rum più buono dipende sicuramente dal paese di provenienza di chi consuma il rum: ad esempio nei paesi come l’Italia nei quali è arrivata per prima una tipologia di rum industriale come il rum cubano è normale che questo venga considerato il rum più buono.

Lo stesso giudizio sarà espresso dagli spagnoli, cioè i creatori dello stile “light” nel rum e che proprio a Cuba e in altri paesi dei caraibi avevano introdotto le metodologie dello Sherry per la produzione del rum. Diverso sarà l’approccio di un inglese che generalmente considera più buono un rum giamaicano, trattandosi di un distillato che è nato proprio durante la colonizzazione inglese in Giamaica. In questo caso parliamo di rum che sono eredi diretti della tradizione dei primi distillatori della Giamaica e quindi rum di melassa distillata con alambicchi Pot Still di scuola inglese, come ad esempio il rum Hampden.

Infine, il rhum agricole sarà considerato il più buono dagli stessi creatori del metodo di produzione e certificatori della AOC (Denominazione di origine controllata) cioè i francesi, che considerano tra i rhum più buoni quelli prodotti da J. Bally. Generalmente si tende a considerare più buono il rum industriale, quello di scuola spagnola, per il mondo della mixology, visto che le ricette di gran parte dei cocktail a base di rum si fondano proprio sul rum cubano e in particolare sul rum Bacardi Bianco, concepito proprio per questo tipo di utilizzo. Per la degustazione del rum la preferenza è molto più variabile, legate a logiche geografiche, di mercato e culturali che portano le persone a considerare più buono un rum industriale piuttosto che uno tradizionale o agricolo.