Agitato non mescolato

Agitato non mescolato. Questo è la famosa frase che pronuncia Sean Connery interpretando James Bond, nel film di Ian Fleming “Licenza di uccidere”. Questo è anche il dubbio principale che riguarda l’utilizzo del ghiaccio assieme al rum, che è legato principalmente al loro abbinamento nei cocktails.

Molti non sanno che questa frase “Agitato non mescolato” – riferita ad un Cocktail Vodka Martini e tra le più famose nella storia del cinema – contiene un errore: secondo la scuola classica dei barman si tratta di un cocktail che non va assolutamente agitato ma mescolato con dolcezza, per far sì che vodka e gin non si diluiscano e che non perdano la loro trasparenza.

Questa è una regola che appartiene anche all’abbinamento del rum con il ghiaccio nei cocktail: il cocktail costituito prevalentemente da rum e altri distillati va mescolato, per non diluirne il sapore (ad esempio il Long Island Iced Tea), al contrario di quello che contiene frutta (ad esempio il Barracuda), che va agitato.

Forse sappiamo perché il vecchio James pronunciò la sua famosa “Agitato non mescolato” per il suo Cocktail Martini: voleva trangugiarlo in un secondo! Infatti diluire e raffreddare i distillati ha come unico aspetto positivo l’aumento della loro bevibilità.

Rum con ghiaccio

Generalmente chi ama il rum di qualità, i cosiddetti rum premium o super premium, considera l’abbinamento con il ghiaccio una vera e propria bestemmia. Ciò non toglie che rum più semplici ed economici, da bere in situazioni più rilassate, si possano – soprattutto d’estate – abbinare al ghiaccio. Naturalmente diventa fondamentale la qualità del ghiaccio che dipende dal frigo o dal fabbricatore di ghiaccio che lo produce. 

Il ghiaccio, da molti considerato un vero e proprio ingrediente, dovrebbe essere trasparente, ma questo non per un motivo esclusivamente estetico, ma perché il ghiaccio trasparente è denso e si scioglie molto più lentamente non diluendo il distillato. Ma cosa rende il ghiaccio trasparente e migliore per il suo abbinamento con il rum? Il motivo è da ricercare nella lentezza con cui si forma il ghiaccio, che fa in modo che l’aria non resti intrappolata dentro creando delle microscopiche bollicine.

I migliori fabbricatori di ghiaccio simulano il processo che avviene per esempio nella formazione dei ghiaccioli naturali che si formano d’inverno, creando del ghiaccio trasparente. Quindi per creare anche a casa del ghiaccio trasparente e quindi più denso, si può introdurre nel congelatore una borsa termica che rallenti la formazione dei cubetti, dentro la quale andranno riposti gli stampi per ghiaccio. 

Per capire se abbiamo realizzato del ghiaccio per il rum a livello di cocktail bar, dobbiamo appoggiare un paio di cubetti per alcuni secondi sul palmo della mano, trascorsi i quali dovrebbe essere ancora asciutta. Un altro segreto per diminuire la diluizione del rum con il ghiaccio è di usarne in grande quantità: purtroppo ancora molte persone credono che meno ghiaccio corrisponda a meno diluizione del rum malgrado la verità sia esattamente opposta e cioè più ghiaccio si utilizza nel rum minore sarà la sua diluizione.

Rum con ghiaccio nei cocktail

Come detto, il differente utilizzo di ghiaccio nei cocktails dipende dalla tipologia dei prodotti utilizzati per comporlo: un cocktail a base di solo rum o di rum e altri distillati andrà mescolato, un cocktail che comprenderà oltre al rum agrumi, succo di frutta, sciroppi, latte e uova andrà agitato o shakerato. Il tempo per il quale agitare il cocktail dipende da cosa c’è dentro lo shaker.

Uno sciroppo pesante, per esempio, avrà bisogno di più tempo di agitazione di un cocktail con uno sciroppo più leggero. Se utilizziamo il bianco d’uovo, è necessario agitare a lungo per creare quella consistenza soffice e cremosa richiesta da questi tipi di cocktail. In generale shakerare significa non solo raffreddare e mixare, ma anche diluire e quindi più lunga sarà l’operazione, maggiore sarà la quantità d’acqua rilasciata nel cocktail.

L’arte della mixology si fonda in buona parte anche sulla capacità di capire i tempi esatti di agitazione del cocktail. Per chi si approccia all’arte dei cocktail con rum, non rimane che studiare i grandi barman e sperimentare, ma questo crediamo non sia un gran problema.